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Località > Gandosso > Le Molere
LE CAVE
Nella descrizione del territorio di Da Lezze, emerge anche che la Valle Calepio è ricca di mulini. Infatti ne vengono menzionati:
e si ritiene che parte delle macine provengano dalle Molere.
Le numerose testimonianze delle estrazioni disseminate sul territorio come le grotte, i cunicoli sbarrati, i crolli e ritrovamenti, più o meno completi, di macine già estratte che incontriamo a Gandosso, ma anche a Boga, nella Valle del Fico, nel comune Chiuduno, a Santo Stefano, nel comune di Carobbio degli Angeli hanno dunque origini molto antiche.
Nel 1858 la cava a grani quarzosi di Gandosso, dà ancora circa 160 mole da granoturco all'anno, valenti aust. L. 80 ciascuna Nel 1891 viene pubblicata un'indagine statistica sulle condizioni industriali della provincia di Bergamo ed emerge che a Gandosso esisteva ancora una cava di pietra da macina con 8 lavoranti, le altre cave di pietra da macina, ancora attive, si trovavano a Mozzo e a Sotto il Monte.
L'estrazione avveniva seguendo la vena, che in alcuni casi si addentrava nel fianco della collina creando gallerie con vere e proprie stanze.
Il Gruppo Speleologico "Le Nottole" ha effettuato una ricognizione in una grotta ostruita dai crolli, e possiede un piccolo archivio fotografico che documenta la perlustrazione della cavità ora non più raggiungibile.
L'estrazione ha sfruttato le vene più affioranti e ha creato voragini, colmate poi dai crolli o da materiale di risulta; infatti il luogo è caratterizzato da muri di contenimento e cumuli di materiale, ora in parte franato.
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