osteriacascinaferre


Vai ai contenuti

L'estrazione

Località > Gandosso > Le Molere

ESTRAZIONE


Per la realizzazione delle macine, contrariamente a quanto si possa pensare, non si procedeva al distacco dei blocchi rocciosi dall'affioramento, per la loro successiva lavorazione e rifinitura, fino a conferirgli la forma finale voluta; le mole venivano direttamente abbozzate nell'affioramento roccioso e successivamente scolpite nella loro forma definitiva, come dimostrano le tracce lasciate dalle varie fasi di lavorazione sulle pareti. La lavorazione avveniva orizzontalmente e non si conosce la modalità con cui la macina ormai isolata, veniva definitivamente staccata dalla vena.

Le macine ancora presenti nell'area estrattiva, pur non essendo identiche, hanno tuttavia dimensioni e geometrie sorprendentemente simili, verosimilmente per rispondere alle specifiche esigenze dei committenti e adattarsi, come un qualsiasi pezzo di ricambio, a dimensioni codificate e dettate dalla potenza e dalla produttività dei mulini, di cui erano preziosa parte essenziale. Presumibilmente con l'uso di scalpelli si procedeva ad abbozzare sulla pietra (forse seguendo il contorno di "sagome" in legno o forse la traccia lasciata da un "compasso") il perimetro esterno della macina, per poi eseguire il vero e proprio lavoro di "scolpitura".

Restano nella vena le tracce orizzontali degli scalpelli e i catini createsi dalla rimozione delle macine.
Si pensa che una volta terminata la porzione superiore della macina questa venisse "staccata" dalla roccia incassante con l'aiuto di cunei di legno, progressivamente bagnato.
La movimentazione delle mole, visto il cospicuo peso, avveniva mediante l'uso di leve e cunei, una singolare rappresentazione
di tale attività la possiamo trovare nel Documento di definizione dei confini della proprietà Maffi del 1815.

Le mole, una volte estratte, venivano alzate e fatte rotolare lungo i sentieri fino ai luoghi di carico, costituiti, molto probabilmente dagli spazi pianeggianti creati con muri a secco all'inizio della valle. Il trasporto delle macine doveva avvenire con carri fino a Sarnico e poi per via d'acqua, anche fino a Crema e Piacenza, lungo il corso dell'Oglio.

Le mole che si trovano nei pressi della cava hanno dimensioni molto simili, e corrispondono a quelle delle macine dei mulini cremaschi: variano dai 128 a 140 cm di diametro, hanno un foro centrale che varia dai 15 cm ai 17 cm, mentre lo spessore è compreso tra i 19 e 34 cm, ma è maggiore al centro e minore alla circonferenza.
Le macine, molto probabilmente, una volta estratte e trasportate presso i mulini ove venivano utilizzate, dovevano subire un'ultima fase di rifinitura e spianamento delle superfici abrasive per adattarle perfettamente alla loro destinazione finale.

Home Page | Presentazione | Ristorante | Camere | Contatti | Località | Dove siamo | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu